Viaggio in Sicilia. Pt. 2: Racalmuto, Siculiana e Naro.

«Sai che cos’è la nostra vita, la tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse siamo ancora lì, e stiamo sognando».

Come il Candido protagonista dell’omonimo romanzo di Sciascia, anche io potrei dire che gli ultimi mesi della mia vita sono paragonabili ad un sogno. Ho viaggiato e cambiato sede così tante volte che in certi momenti i luoghi in cui ero stata e la vita che avevo condotto, con annesse emozioni, sensazioni e stupidaggini fatte, mi sembravano un ricordo lontano. La Sicilia era così distante che sorgeva il sospetto di averla soltanto immaginata, e il libro di Sciascia sul comodino era lì per ricordarmi da dove provenissi e al tempo stesso per insinuarmi il dubbio che tutto quello che avevo vissuto lo avevo in realtà soltanto letto nei suoi libri.

La statua di Sciascia
La statua di Leonardo Sciascia a Racalmuto (AG)

Anche il mio viaggio nell’agrigentino, data la sua brevità e i posti da sogno che ho visitato, sembrava sospendermi in una dimensione onirica, dove soltanto le voci dei miei amici, l’acqua fredda del mare e l’afa dell’estate siciliana mi riportavano alla realtà. E a conclusione di questo piccolo tour, solo una cosa poteva darmi il senso della circolarità e della compiutezza del mio cammino – non solo quello reale, compiuto in macchina, ma anche quello di riappropriazione di sé e del posto in cui si vive, (ri)cominciato da qualche mese – ovvero il saluto alla statua di Leonardo Sciascia, figura importante per la mia crescita personale, letteraria e non. La statua del Maestro, per chi non lo sapesse, si trova a Racalmuto, ridente paesino dell’agrigentino, chiamato dagli Arabi Rahal Maut, ovvero villaggio diroccato, a causa della sua posizione, sulle rovine di un altro paese.

Giorno 3. La sveglia suona presto e, nonostante le poche ore di sonno alle spalle, ci alziamo in fretta e di buon grado, forse per merito dell’abbondante colazione offertaci dall’hotel a bordo piscina. Una volta arrivati a Racalmuto, ci muoviamo un po’ confusamente e chiediamo ad un passante, che ci indica la strada corretta da seguire. La prima tappa è il santuario di Maria SS. Del Monte, così chiamato perché edificato sulla sommità di una collina detta “lu Munti”.

Chiesa di Maria Santissima Annunziata, Naro (AG)
Chiesa di Maria Santissima Annunziata, Naro (AG)

Qui incontriamo il primo personaggio cortese della giornata: un impiegato comunale che ci conduce in giro per la città aprendoci le porte del Comune e del teatro Regina Margherita, dove si possono ammirare, all’interno delle finestre del loggione, i costumi di scena. In sua compagnia ci rechiamo a vedere la Chiesa Madre, dedicata a Maria SS. Annunziata, che ospita i dipinti del pittore Pietro D’Asaro, detto il Monocolo di Racalmuto. Dopo aver finalmente salutato Leonardo Sciascia, probabilmente infastidito dai tanti uomini, ominicchi e quaquaraquà che reclamano un selfie con lui, visitiamo il castello e poi, dal momento che il caldo diventa insopportabile, ci dirigiamo in fretta verso Siculiana, affascinante borgo marinaro che ci permette di fare un bagno nelle sue limpide acque e di riposarci un po’ prima dell’ultima tappa della giornata: Naro.

Qui mi stupisco di come esistano ancora delle persone pronte ad accompagnare dei perfetti sconosciuti in giro per il proprio paese, semplicemente per il gusto di non farli perdere e di mostrare orgogliosi le bellezze nascoste del luogo in cui si è nati. Conosciamo infatti Calogero, un singolare personaggio affetto da un leggero strabismo, che si affeziona subito a noi e, noncurante del poco tempo che abbiamo a disposizione, ci accompagna in un vero e proprio tour de force del paese.

Chiesa di Santa Caterina, Naro (AG)
Chiesa di Santa Caterina, Naro (AG)

Visitiamo infatti prima la Chiesa Madre – edificata tra il 1610 e il 1619 grazie a Padre Gaspare Paraninfo, della Compagnia di Gesù – e poi la chiesa di Santa Caterina, con il suo fonte battesimale marmoreo risalente al XV secolo, la cui particolarità consiste nella fossa sotterranea adibita a sepoltura, con diverse sedie-scolatoio sui lati, sulle quali sedevano i defunti (ed è facile intuire a cosa servissero). Passata la parentesi macabra, l’ultima chiesa che vediamo è quella di San Francesco, dove abbiamo il privilegio di entrare nella sagrestia per ammirare degli enormi armadi lignei raffiguranti scene della Via Crucis.

Infine, osservati dalle vecchiette che filano davanti alla porta e che ci additano come furisteri, saliamo verso il castello dei Chiaramonte, ma lo troviamo, purtroppo, chiuso e quindi, dopo aver cenato, ripartiamo verso casa, consapevoli di aver scoperto qualcosa in più del posto in cui viviamo.

S.

PS: Clicca qui per leggere la prima parte del nostro viaggio!

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2 thoughts on “Viaggio in Sicilia. Pt. 2: Racalmuto, Siculiana e Naro.

  1. Bello, soprattutto l’introduzione con riferimenti a Candido di Sciascia 😉 Non conosco molto bene l’agrigentino, questo articolo mi ha fatto venire voglia di visitarlo! 😀

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